Accogliere i cambiamenti della pelle dopo le cure
Concludere le cure per un tumore al seno significa iniziare una nuova fase del proprio percorso. Dopo mesi in cui l’attenzione è stata inevitabilmente concentrata sulla malattia e sulle terapie, tornare a prendersi cura del proprio corpo e della propria immagine può rappresentare un piccolo ma importante gesto di benessere e di riconquista della quotidianità.
Chemioterapia, radioterapia, terapie endocrine e farmaci a bersaglio molecolare possono lasciare, anche nei mesi successivi, alcuni cambiamenti a livello della pelle: maggiore secchezza, sensibilità, prurito, alterazione della pigmentazione o una diversa tolleranza ai prodotti cosmetici. Dopo la radioterapia, in particolare, la cute della mammella e della parete toracica può rimanere per qualche tempo più delicata, secca o discromica e, nel tempo, può comparire un certo grado di indurimento dei tessuti legato alla fibrosi.
Parola chiave: delicatezza quotidiana
È consigliabile detergere la pelle con acqua tiepida e prodotti non aggressivi, asciugandola senza sfregare. L’idratazione quotidiana è altrettanto importante: possono essere utilizzate creme emollienti e idratanti, preferibilmente prive di profumi, alcol o sostanze potenzialmente irritanti. Anche prodotti dermocosmetici contenenti vitamina E (tocoferolo) possono essere utilizzati sulla cute integra se ben tollerati, soprattutto per la loro azione emolliente. L’indicazione più consolidata rimane comunque quella di mantenere regolarmente idratata la cute irradiata.
Cura delle cicatrici: automassaggio e riabilitazione mirata
Una volta completamente risolte le reazioni cutanee acute e con la cute integra, può essere utile associare alla cura della pelle una delicata mobilizzazione dei tessuti e l’automassaggio della mammella e della cicatrice. Eseguito con regolarità e senza provocare dolore, il massaggio può contribuire a mantenere i tessuti più morbidi, migliorare la mobilità della cicatrice e contrastare rigidità e aderenze. In presenza di fibrosi più evidente, retrazione dei tessuti, dolore, limitazione dei movimenti del braccio o linfedema, è invece indicato rivolgersi a un fisioterapista con esperienza nella riabilitazione delle pazienti operate e irradiate per tumore della mammella, che potrà impostare tecniche manuali ed esercizi personalizzati.
Proteggere la pelle dal sole: una tutela nel tempo
Particolare attenzione va inoltre riservata al sole: la zona irradiata può mantenere nel tempo una maggiore sensibilità, per cui è consigliabile evitare l’esposizione intensa sia ai raggi UV che a temperature elevate e utilizzare una fotoprotezione elevata, preferibilmente SPF 50, soprattutto nei primi mesi dopo il trattamento.
Riconnettersi con il proprio corpo attraverso la cura di sé
Prendersi cura della propria pelle non significa soltanto occuparsi di un effetto collaterale delle terapie. Significa anche tornare ad avere confidenza con il proprio corpo, imparare a conoscerne i cambiamenti e dedicarsi uno spazio di attenzione dopo il percorso oncologico. La dermocosmesi, il movimento, la riabilitazione e uno stile di vita sano possono così diventare parte di un percorso più ampio di recupero del benessere e della qualità di vita.
Ascoltare i segnali del corpo: il confronto con i medici
Ogni tipo di pelle e ogni percorso terapeutico è diverso. In presenza di arrossamenti persistenti, ulcerazioni, dolore, edema, indurimenti nuovi o modificazioni della mammella è sempre opportuno parlarne con il proprio oncologo, radioterapista o senologo prima di ricorrere autonomamente a trattamenti locali.
Non affrontare questo cammino da sola
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