intimità e fertilità

Preservazione della fertilità e salute ormonale

Hero image

Una diagnosi di tumore al seno non significa necessariamente rinunciare alla possibilità di avere figli. Le linee guida oncologiche italiane (AIOM) raccomandano che il counseling sulla fertilità venga proposto a tutte le pazienti in età fertile subito dopo la diagnosi, prima dell’inizio dei trattamenti: una valutazione precoce permette di conoscere con calma le opzioni disponibili, in tempo utile per scegliere.

Le tecniche di preservazione disponibili

  • Crioconservazione degli ovociti: la tecnica più diffusa; permette di congelare gli ovuli prima dell’inizio delle terapie.
  • Crioconservazione degli embrioni: possibile in Italia solo per le coppie, secondo quanto previsto dalla Legge 40/2004.
  • Crioconservazione del tessuto ovarico: indicata soprattutto quando non c’è il tempo necessario per una stimolazione ormonale prima della chemioterapia.
  • Trasposizione ovarica: in casi selezionati, prima di un trattamento radiante.

È sicura in presenza di un tumore ormono-responsivo?

È una domanda che si pongono in molte, ed è legittima: la stimolazione ovarica controllata, necessaria per congelare gli ovociti, alza temporaneamente i livelli di estrogeni nel sangue. Gli studi più recenti – incluso lo studio italiano PREFER, coordinato dall’Università di Genova e dall’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino – indicano che la preservazione della fertilità, se eseguita con protocolli oggi in uso, non peggiora la prognosi oncologica. Oggi circa una paziente su quattro tra le under 40 sceglie di intraprendere questo percorso prima di iniziare la chemioterapia.

Tempistiche

Il percorso di stimolazione ovarica controllata richiede circa due settimane. Una buona collaborazione tra oncologo e specialista in medicina della riproduzione, attivata subito dopo la diagnosi, permette generalmente di non ritardare in modo significativo l’avvio delle terapie oncologiche.

Gli effetti dei trattamenti oncologici sulla fertilità

Chemioterapia e terapie ormonali possono causare un’insufficienza ovarica temporanea o permanente, con un rischio che varia in base al tipo di farmaco, al dosaggio e all’età della paziente. Nelle donne in premenopausa per cui è indicata una terapia ormonale prolungata, studi con un follow-up di dieci anni confermano che la soppressione ovarica associata agli inibitori dell’aromatasi rappresenta oggi il trattamento più efficace.

Una gravidanza dopo il tumore al seno è rischiosa?

Le evidenze scientifiche disponibili non mostrano un aumento del rischio di recidiva associato a una gravidanza successiva alla malattia, anche nei tumori ormono-responsivi. Non risultano inoltre aumenti del rischio di malformazioni nei figli legati alla storia oncologica materna o all’utilizzo di tecniche di preservazione della fertilità, fatta salva la presenza di specifiche condizioni genetiche ereditarie.

Le tutele in Italia

In Italia il diritto a essere informate e indirizzate verso un percorso di preservazione della fertilità fa parte degli standard di cura oncologica raccomandati dalle linee guida AIOM e dall’Istituto Superiore di Sanità. La crioconservazione di ovociti e di tessuto ovarico è consentita e regolamentata; resta vietata, al di fuori delle eccezioni previste dalla Legge 40/2004, la crioconservazione di embrioni per le pazienti non in coppia. È utile chiedere fin da subito all’equipe oncologica un invio verso un centro di medicina della riproduzione, per costruire insieme i tempi del percorso terapeutico.

L'aspetto psicologico

L’infertilità legata ai trattamenti oncologici può generare un disagio emotivo significativo, non meno rilevante della malattia stessa. Riconoscere questo vissuto e darsi il permesso di elaborarlo – da sole o in coppia – è parte integrante del percorso di cura, non un tema secondario. Esistono oggi psicologi e psicoterapeuti con una formazione specialistica in questo ambito – alcuni focalizzati proprio sul tema dell’infertilità, spesso attraverso master dedicati alla procreazione medicalmente assistita (PMA) – in grado di accompagnare le donne proprio in questa fase specifica del percorso oncologico: dalla decisione sulla preservazione della fertilità, all’elaborazione del lutto quando la genitorialità biologica non è più possibile, fino al supporto nelle fasi successive di eventuale ricorso alla PMA. Un accompagnamento psicologico competente in questo ambito aiuta a non affrontare da sole scelte che intrecciano insieme aspetti medici, identitari e di coppia.

Non affrontare questo cammino da sola

Se hai dubbi, desideri maggiori informazioni sulle nostre attività o sei interessata a un percorso di supporto psicologico, chiamaci al numero +39 352 098 9545 o scrivici a info@beautifulafterbreastcancer.it.